Francesco Calandrino,
vive e lavora ad Alcamo (TP) nei campi della musica di ricerca, della net-art, del linguaggio.
Costituisce un "caso" interessante
collocabile in una zona viva di transizione tra suono, arti visive, scrittura;
tra fluxus e altre forme, altri generi. Ha suonato e collaborato con: Lelio
Giannetto, Soul-Junk, Hélène
Breschand ,LIARS ,Luca
Pagani ,Claudio Parodi ,Hans Koch
, Chris Cutler ,Miriam
Palma,Gianni Gebbia ,Thomas
Lehn ,Jacopo Andreini ,Elio
Martusciello ,Biagio Guerrera
,Stefano Giust ,Stefano Zorzanello
, ecc.
Partecipa per diversi anni alla rassegna organizzata
da Curva Minore “la musica attraverso/a i suoni”
,grazie all’interesse di Lelio Giannetto, sia alla prima che alla seconda
stagione concertistica,in cui suona con i membri dello European Improvising Music Chamber Orchestra.
Da circa dieci anni è parte integrante del
combo/band “oper’azione nafta”,
“è
un’entità sonora freeform in cui aleggia la metafora
della combustione”.
oper’azione nafta s/t (CD-r)
(6t – 34:06)
E non è cosa banale. “I punti chiave sono di certo:hard-rock,grunge(da cui proveniamo filologicamente),noise-rock,funky,unfusion,unwave,radicalmetateatro,unArtrock,electroacustic,
unJaz,freeform…con una spiccata procombenza
verso il MASSIMALISMO”. Ma non è una cosa banale. Da
un lato c’è una sorprendente coesione e chiarezza (ad esempio Lightining Bolt, Liars,Black Eyes,
vanno diritti seppure in direzioni diverse…oper’azione
nafta pure), dall’altro c’è una destrutturazione interna che è un sollazzo
(fin dall’introduttiva Franco). Se sovente il noise-jazz-rock-sperimentale è una serie di noie
geometriche e/o di matasse inestricabili, qui (“corrotto” da interpolazioni
elettroacustiche e fluxus) diventa divertente/imprevedibile
come un giocattolo meccanico preso a martellate, che prosegue i suoi inani
movimenti sbullonandosi, perdendo pezzi, lanciando schegge e sprizzando
scintille(bella sintesi in Huffa però?Zzittuti! e nella chiusura di Trasma Tunnel Cronico). Francesco Calandrino
(basso,sax,voce,tapes manipolactions) ci sorprende una volta, generosamente
sostenuto da Piero La Rocca (chitarra,violino,casio key,voce) e Giacomo Pipitone
(batteria).Altamente raccomandato. (8)Dionisio Capuano BLOW UP 62/63
A fine Aprile 2003, in merito ad una perpetua
attenzione da parte di Jean Marc
Montera, partecipa al Festival ELECTRONITTA’ #1 svoltosi
presso GRIM (Marseille) avendo così l’occasione di
suonare con Giuseppe Ielasi, Fabrizio Spera, Elio Martusciello, Roberto Paci Dalò,
Domenico Sciajno, François Sarhan, Olivier Pasquet, Nappe e Jean Marc Montera, con cui già aveva
avuto modo di esibirsi dal vivo a Palermo in una performance insieme a Kid Immordino .
Ecco cosa gli confida Elio Martusciello
via e-mail dopo l'ascolto di certi suoi lavori:"Considero
il tuo lavoro sonoro veramente interessante, in particolare le "azioni
manipolanti" che prevedono anche il suono concreto (non registrato)
generato dal sistema di trasporto del registratore. E' evidente che in questa
direzione il lavoro di sperimentazione diventa impegnativo e
rigoroso...altrimenti, il rischio è quello della normalizzazione dei processi di ascolto. La ricerca contemporanea ormai si è spostata su
una certa capacità dell'orecchio di discriminare un gamma
di suoni veramente ampia...dovuta ovviamente alle possibilità tecniche
concesse dall'alta fedeltà. Nel tuo caso è necessario reindirizzare l'ascolto...è
come il bianco e nero...necessita di grande rigore e
sensibilità."
La sua strumentazione, adoperata spesso dal vivo e spesso
citato come lo-fi system, consta di: 2 vecchi
stereo a cassette/radio,2 walkman ,varie cassette
pre/post/non manipolate, il campo d'azione e la sua
fisicità in atto.....in poche parole FLUSSIFICA la manipolazione lo-fi di nastro magnetico in una finale
COMPOSI[A]ZIONE .
non
per nulla ribadisce nei suoi lavori:" tutto fin dai primordi è
stato frutto di azioni , io ne evidenzio l'operato e le conseguenze".
Francesco Calandrino non lavora solo nell'ambito
musicale, e come accennato inizialmente, si occupa infatti
anche di arte multimediale (produce emails complete
di testo, musica e immagini), in nuove forme e metalinguaggi tra situazionismi alla Guy Debord, atteggiamenti neo-futuristi, dialetti siciliani.
Gesti che - come ama ripetere spesso non sono altro che azioni, o meglio:
"tutto fin dai primordi è stato frutto di azioni, io ne evidenzio
l'operato e le conseguenze".
Calandrino
da tempo conduce una 'azione continua' di
s/connessione dei linguaggi, tra musica, scrittura ed arte digitale. Percorre
il fluxus, usa field recordings ambientali, suona il vento che entra in casa
insinuandosi tra porte e finestre (iritur'aràrcamu
"lumè srumèntu acciàtu"), arrivando fino al free-jazz-rock,
la sperimentazione noise, la manipolazione analogica. Con la
scrittura, re-inventa la lingua, i suoi segni, scuote
un pò la semantica. S'inventa una sorta di gramelot costituito da siciliano, translitter
azioni fonetiche (ad es. 'free
jazz' diventa "friggèzz"),
sillabazioni quasi cubiste, trasformando le sillabe in equivalenti
onomatopeici numerici ("oltre" diventa "ol3") alterando
tipi e dimensione dei fonts.Lo caratterizza
un'intensa attività di e-mail art, l'invio costante,
metodico, diffuso di messaggi dinamici visual-sonori.
Calandrino frammenta il senso delle cose, ricomponendolo
per OUTLOOK allegando filewave, creando un soundtrack s/composto e polverizzato
per narrazioni e-pistolari, inviandone frammenti a tutta una serie di
destinatari che entrano in possesso di piccoli sistemi di comunicazione
avvitati su se stessi, la cui sola lettura possibile è
quella dell'impossibile simultaneità. Calandrino sta tra la Vucciria
e toolbook; l'improvvisazione digitale e un Finnegan's Wake
fortuito.
Negli ultimi due anni ha raccolto un grande archivio
(più di 500 emails) di opere
che in linee generali traggono spunto dalle avanguardie futurista, lettrista, situazionista; così a
tal fine crea un lavoro-chiave in continua
crescita: l’ “ e- manifesto aperto
di e-mail art”; continuamente rappresentante quel
corriere esausto ch'è la sua linea ora ADSL ma originariamente 56k poi ISDN.
e-Manifesto
aperto perché in continuo aggiornamento, e data tale dinamica e-volutiva del
progetto ha ritenuto giusto dare
la possibilità all’interessato potenziale di potersi aggiornare nel TEMPO
rispedendogli il supporto-formato-compatto,
precedentemente masterizzato in multissesione,
per effettuare la e-ricarica. “Provo
grande fascino sul gioco di circoli e tragitti
relazionali attuabili da tale e-scelta”.
Dalla creativa modalità di
comporre posta elettronica e spedirla nasce un interessante progetto di
Calandrino: ” e-nsemble c@rtell@
“…è
il nuovo e-messaggero artisticomunicazionale d'inizio
millennio, mai tanto odierno e mai tanto
retrò ….
Un vero e proprio e-nsemble o (e-)collettivo per ora
costituito da Nicola Giunta e fr (Vonneumann)
intento a creare delle e-mail firmate dall’e-nsemble c@rtell@ previa scambio
reciproco di materiale atto alla creazione; di seguito la spiegazione del come
operare ai membri del insieme: “crearci
delle cartelle e differenziarle (per tale motivazione e-nsemble
c@rtell@) per nome di "musicista" dell'e-nsemble e prima di
attivarci per network variabile di e-destinatari cominciamo a scambiarci i vari
files :wave(per il suono di
sfondo), gif in movimento e altri file jpg per gli strati strutturali dell'e-tavole da spedire
successivamente ad un budget di e-destinatari immaganizzati
nelle nos3 Rubriche del programma outlook
express”.
L'idea fu quella di accogliere quanto più e-membri
possibile nel progetto per creare un vero e proprio e-nsemble
, i "musicisti" comunque dovrebbero arrivare da soli alla
costruzione di un e-mail sinestetica stile "calandrino" .
Grazie alla sua irrequieta
duttilità artistica lo ritroviamo a lavorare anche per le arti più sinesteticamente definibili, partecipa
infatti alle sonorizzazioni de "Le città invisibili" di Italo
Calvino secondo la formula delle installazioni urbane e del teatro
itinerante organizzato dalla facoltà di Architettura di Genova, il Comune di
Rapallo e il Goldsmiths College della London University. Inoltre in occasione della presentazione
della Compilation sul riciclaggio sonoro “Frammenti:sonorità in_tagli” alla libreria Annexia
,nel centro storico di Genova, mette in piedi una mostra-showcase con
Luca Pagani, mescolando in “estemporanea” i propri simboli. La mostra è la
prima collaborazione tra i due artisti:banco prova per
il progetto – DUO – che Luca e Francesco congiuntamente stanno realizzando per
la creazione di un filmato sonoro in DVD in tour per le gallerie e gli spazi in
Italia da Marzo a Settembre 2003. E’ dal progetto organizzativo di “Frammenti:sonorità in_tagli” che Claudio
Parodi, Francesco Calandrino e Luca Pagani decidono di dare seguito a questo
ben riuscito concept, scegliendo però di staccarsi
dalla motivazione base per cui era nato il trittico ad Annexia:
la Compilation sul taglia-incolla. Nasce così un progetto aperto RIFL’: esso:2
che decide di adottare la via dell’autofagocitosi col
protrarsi delle installazioni nel tempo. È uno spettacolo basato
sulla contaminazione di suoni in presa diretta e proiezioni digitali. Alcune
delle immagini sono curate usando i metodi della e-mail
art e il cut and paste, elaborando la documentazione fotografica e video della
stessa performance svolta precedentemente, in un altro spazio. Il suono invece,
è frutto di un cut-up in tempo reale di emissioni
radio, cassette e cd. Tutto questo rende RIFL’: esso:2,
ogni volta, “parto unico” di se stessa. L’audiovisione
di RIFL’: esso:2 crea
una sorta di narrazione non definita né definibile, casuale forse, aleatoria
certo, in modo da essere storia offerta al pubblico che ne può così viaggiare
suoni emozioni figure, liberamente interpretandola.Dal
28 Marzo al 15 Aprile 2003 RIFL’: esso:2 partecipa al Chiangmai
First New Media Art Festival (Thailand).
Entra a far parte del progetto in memoria del poeta
Salvo Basso: “Iu mi spensu”, con Biagio Guerrera,
Lelio Giannetto ed
il fotografo Aldo Palazzolo.Esibendosi
a Scordia, città natale del poeta, allo Zo
di Catania e a
Siracusa.
Negli ultimi anni idealizza due
importanti performance : “Senza smàni
(a pag 777 di tele\/ideo)”
e “educ’azione fisica: MATCH tra suoni ed
epiteli”.
Il primo “senza smàni(a pag. 777 di tele\/ideo)”
...incontro sperimentale tra un muro di suono e la comunic'azione
gestuale.
E' una NO-composizione/incontro di Francesco Calandrino realizzata per la prima volta a Palermo da
Calandrino e il contrabbassista siciliano Lelio Giannetto nel 2001 e
successivamente a Genova con due musicisti liguri, Luca Pagani e Claudio
Parodi. Normalmente nell'improvvisazione d'insieme i musicisti dialogano e
possono quindi decidere di re-agire o meno alle scelte sonore del/i
compagno/i ascoltandosi; in questo caso l'unica possibilità di
comunicarsi e prendere più o meno spunto dalla gestualità sullo strumento
recepita dal/i compagno/i di palco. In tale performance, ideata per esecuzione
di musicisti mai incontrati musicalmente prima dell'atto, ogni musicista
suona avendo in cuffia un muro di suono non potendo quindi ascoltare né se
stesso né gli altri musicisti.
La seconda performance invece educ’azione
fisica: MATCH tra suoni ed epiteli è un’ azione educativa alla Fisica (acustica e
meccanica) e alla Motoria.
Una performance spettacolare
dal forte impatto “Iper-reale”, i musicisti infatti stimolati -e stimolanti a loro volta- dai gesti e
dai suoni emessi dagli atleti prodotti durante il match, creano istantaneamente
una sorta di colonna sonora utilizzando la pratica dell’improvvisazione
creativa e radicale sulla base del 2° principio della dinamica
Per la rassegna Sguardi Sonori di
Umbertine (PG) darà vita insieme ad altri 2 artisti alla performance dal
forte impatto informatico-industriale :
" The
REM-others of Invention"
Sono-sogno (Rapid Eyes Movement)
Remoto, a distanza
(assonanza remote con remothers)
Altro-alterità,
fantasmi, diversità (others)
…e le loro combinazioni…..
Dionisio Capuano alla recitazione di suoi scritti, in
parte ripercorribili nelle email.
Di difficile catalogazione,
la sua modalità operativa spazia e muta come una febbre interiore .
FASTIDIPENDENTIDRICO
"composizio/azioni"
iritur'aràrcamu "lumè srùmentu acciàtu".